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Bando Connettività Scuole

La Regione Toscana ha approvato un bando per favorire la connettività veloce ad internet in banda ultra-larga negli istituti scolastici pubblici primari e secondari, per un valore complessivo di due milioni di euro (vedi Decreto Dirigenziale 20748/2020) a favore di domande di contributi presentate dagli enti locali (Comuni, Unioni di Comuni, Città Metropolitana di Firenze e Province).

L’assessorato all'innovazione digitale della Giunta Regionale ha individuato in ARTEA, l'agenzia regionale per le erogazioni, l'organismo che assegnerà tali contributi, attraverso un avviso pubblicato sul BURT il 23.12.2020 con effetto dal giorno successivo e per 40 giorni dalla pubblicazione, con termine finale di presentazione delle domande al 1 febbraio 2021. Le domande verranno soddisfatte fino all'esaurimento del budget disponibile.

In merito alle tempistiche di attivazione delle connessioni, si ricorda che saranno accettate le domande per l’attivazione dell’infrastruttura e del relativo servizio di collegamento ad internet in banda ultralarga per le scuole, laddove l'attivazione effettiva del servizio sia successiva alla pubblicazione del bando, quindi dal 23 dicembre 2020 in poi.

QUI disponibile le FAQ di chiarimento sul bando.

L’obiettivo del bando è quello di rispondere ad una necessità concreta delle scuole individuate in Toscana di cui qui è disponibile un elenco.

Per partecipare è necessario accreditarsi sul sito di ARTEA e seguire le istruzioni di compilazione della domanda.

In parallelo verrà avviata un'apposita misura riservata agli studenti che hanno necessità di acquistare mezzi e dispositivi per il collegamento alla rete, per un totale di 500.000,00 euro.

La Regione Toscana si è attivata in attesa del dispiegamento dei collegamenti in banda ultra larga previsti dal Piano scuola nazionale, che viene attivato da Infratel, la società in-house del Ministero dello Sviluppo Economico e soggetto attuatore del piano nazionale banda larga e del progetto strategico per la banda ultra-larga in Italia. 

Questa misura fa seguito alle iniziative già messe in campo dalla Regione Toscana nell'ambito degli interventi per alleggerire le difficoltà vissute dagli studenti, dalla didattica a distanza alle regole attivate in ambito emergenza sanitaria.

Il bando prevede anche la possibilità, nel caso si verifichino economie rispetto alle necessità di collegamenti degli istituti scolastici, che i contributi vadano a coprire l’acquisto di dispositivi per la connettività ad internet da mobile da distribuire al personale docente, quali router e modem per la connessione dati e dei relativi servizi (anche scheda sim dati ma comunque esclusi smartphone). Oltre a ciò, gli Enti beneficiari possono richiedere l’assegnazione di access point wi-fi resi disponibili da Regione Toscana per la connettività interna delle scuole.

Qui disponibile il resoconto della conferenza stampa di presentazione del bando tenutasi il 17 dicembre 2020.

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Piattaforme abilitanti - scadenze 28 febbraio

Il D.L. 76 del 16.7.2020 Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale prevede che tutti i comuni italiani devono entro il 28 febbraio 2021, fra le altre cose:

  • effettuare o completare la migrazione alla piattaforma pagoPA per i pagamenti elettronici
  • procedere l’adesione al sistema SPID per l’accesso dei cittadini ai propri servizi digitali
  • integrare i propri servizi all’App IO

Il Ministro Pisano ha confermato queste scadenze ed ha attivato al contempo, tramite pagoPA SpA, un avviso per contributi ai comuni a supporto delle attività necessarie.

Qui la comunicazione inviata ai sindaci toscani dall'Ass.regionale alle infrastrutture e digitalizzazione Stefano Ciuffo e dal Presidente ANCI Toscana Matteo Biffoni, che ricorda come la Regione, in collaborazione di ANCI,  intende affiancare direttamente i comuni per agevolare il conseguimento degli obiettivi indicati nel DL 76/2020, mettendo a disposizione proprie piattaforme tecnologiche, come già sta facendo, ed adeguandole laddove necessario, svolgendo il ruolo di intermediario tecnologico ed aggregatore e supportando gli enti nel rapporto con le aziende fornitrici di software, nel caso queste ultime debbono sviluppare interfacce o svolgere attività di integrazione. 

Insieme alla comunicazione sono disponibili indicazioni che sono di aiuto per partecipare all'avviso e in merito alle attività che la Regione Toscana ha in corso. 

Ricordiamo che la Regione Toscana non ha sottoscritto l'accordo con il Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione collegato all'avviso, quindi i comuni toscani potranno partecipare e potranno successivamente avvalersi della Regione Toscana come intermediario tecnologico per pagoPA, per SPID e per la App IO tramit ele infrastrutture regionali.

Leggi la news su Toscana Notizie.

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#ToscanaDigitale

#ToscanaDigitale è il percorso che ha coinvolto il territorio toscana nella discussione sulle linee guida dell’Agenda Digitale Toscana.

La Regione Toscana, con la Delibera regionale 34 del 24/01/2017, ha approvato le Linee guida per l’Agenda digitale toscana e dato avvio, insieme ad ANCI Toscana, al percorso partecipativo di discussione denominato #ToscanaDigitale, per raccogliere dal territorio proposte di miglioramento, di integrazione, priorità e suggerimenti.

Alle 10 tappe, svoltesi da giugno a novembre 2018 nei 10 capoluogi toscani, hanno partecipato oltre 350 persone, 167 Comuni e altri enti, rappresentati delle Camere di Commercio, delle aziende sanitarie, delle aziende di servizio pubblico, delle associazioni di categoria, imprese, start up, coworking e luoghi di innovazione sociale e digitale, fondazioni culturali e dello spettacolo, università, consorzi di bonifica, enti e aziende del turismo, associazioni e organizzazioni sportive, volontariato, protezione civile, professionisti, giornalisti, comunicatori, cittadini, raccontando la propria esperienza.

Durante gli incontri si è notato molto interesse al tema della comunicazione pubblica, in relazione ai contatti con i cittadini, per la promozione delle attività della PA e per l’informazione sui servizi. Molto interesse hanno suscitato gli approfondimenti sulle infrastrutture di base messe a disposizione dalla RegioneToscana ,a partire dal data center regionale in modalità cloud – TIX, e sulle piattaforme abilitanti (ARPA/SPID, pagamenti on line, conservazione, SUAP, ecc.).

Grande attenzione sui progetti di infrastrutturazione in banda ultra larga del territorio, in particolare nelle aree bianche (zone a fallimento di mercato) e per cittadini ed imprese. Si sono svolti approfondimenti anche sul tema delle smart city come nuove infrastrutture per rendere più semplice la vita dei cittadini nelle città ma anche nei territori aperti, nell’ambito della mobilità, della fruizione dei servizi, del risprmio energetico, della connettività, ecc.

E’ disponibile il report di sintesi del percorso #ToscanaDigitale e nella sezione eventi i report delle singole tappe.

Il percorso #ToscanaDigitale ha consentito di aggiornare le Linee guida per l'Agenda digitale toscana con la Delibera della Giunta regionale 1141/2020.

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Agenda Digitale Toscana

Le tecnologie digitali sono sempre più importanti nella nostra vita, per lavorare, studiare, curarsi, muoversi e viaggiare, usufruire dei servizi pubblici, comunicare. La Regione Toscana ha intrapreso una serie di azioni raccolte in una Agenda Digitale Toscana, con lo scopo di di sfruttare al meglio il potenziale delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione per favorire l'innovazione, la crescita economica e il progresso della comunità, come proposto dall’ Agenda Digitale Europea.

Cos'è

La definizione di una Agenda Digitale Toscana discende dall'Agenda Digitale presentata dalla Commissione europea come una delle sette iniziative faro della strategia “Europa 2020” e riproposto dal Governo con il disposto del Decreto legislativo n. 12 del 27 gennaio 2012, art. 49.

Gli obiettivi indicati per l'Agenda digitale italiana sono ormai da anni al centro delle azioni e delle politiche per la società dell'informazione di Regione Toscana e le azioni svolte finora mettono a disposizione della Toscana un patrimonio importante di infrastrutture, servizi, conoscenze, reti di collaborazione, dati condivisI; tali assett sono le fondamenta su cui si basa lo specifico progetto regionale n.5 Agenda digitale, banda ultra larga, semplificvazione e collaborazione contenuto nel Programma Regionale di Sviluppo 2016-2020.

La programmazione regionale ed il metodo della programmazione locale, condivisa e concertata con i territori, sono lo strumento di governance per il dispiegarsi dell'Agenda Digitale Toscana, che potrà contare anche sugli organismi e strumenti di community network disponibili, a partire da Open Toscana e dalle collaborazioni e intese con il sistema di rappresentanze delle autonomie toscane (ANCI, UPI).
#ToscanaDigitale è il processo di discussione che si è svolto sul territorio,  avviato con la DGR 34/2017 e concluso con le Linee guida aggiornate con la DGR 1141/2020.

Soggetti coinvolti

L'Agenda Digitale Toscana si rivolge non solo agli enti pubblici, Comuni, Province, Unioni di Comuni, Agenzie e soggetti della PA locale e centrale, ma anche al mondo della scuola, delle Università e dei centri di ricerca, capaci di individuare nuove soluzioni capaci di stimolare la creazione di nuovi prodotti e servizi.

Le azioni previste mirano a coinvolgere anche le associazioni dei cittadini e delle imprese: proprio il mondo delle imprese è l'attore con cui l'Agenda Digitale spinge la Pubblica Amministrazione a confrontarsi, al fine di individuare e cogliere opportunità e occasioni di sviluppo.

La comunità nel suo complesso è il soggetto che sta al centro degli obiettivi dell'Agenda Digitale, la quale mira a essere agente di sviluppo collettivo e di garanzia di diritti di cittadinanza e questo può realizzarsi tramite la collaborazione e la sinergia fra tutti i soggetti chiamati a confrontarsi con essa.

Obiettivi

L’Allegato A al DEFR 2020 (Documento di economia e finanza reginale 2020) intende cogliere gli obiettivi dell'Agenda Digitale le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) per favorire l'innovazione, la crescita economica e il progresso, passando dall’abbattimento del divario digitale infrastrutturale attraverso la diffusione della Banda Ultra Larga, arrivando a processi di semplificazione e collaborazione, con gli obiettivi di:

  • migliorare i servizi della PA per cittadini e imprese e garantire una loro più semplice, sicura e rapida fruibilità (mediante Open Toscana);
  • realizzare ed evolvere le infrastrutture tecnologiche regionali;
  • sviluppare l’infrastruttura a banda ultra larga, attuando gli interventi programmati sulla base dell’accordo MISE-Regione Toscana;
  • potenziare e valorizzare il data center toscano Sistema Cloud Toscana (già TIX);
  • investire nelle infrastrutture tecnologiche regionali abilitanti (IRIS, DAX, Arpa-SPID. START);
  • investire sul rafforzamento delle competenze e sulla diffusione della cultura digitale tra i cittadini, le imprese, gli enti locali;

L’Agenda Digitale Toscana agirà quindi per raggiungere un importante cambiamento non solo tecnologico ma soprattutto organizzativo e culturale, in un'ottica di consolidamento e diffusione sul territorio toscano di un patrimonio di conoscenze condiviso da tutti i principali attori del "sistema Toscana" (pubblica amministrazione, imprese e cittadini). Spesso infatti l'ostacolo all'innovazione non risiede nella disponibilità di tecnologia ma nella capacità dei singoli e delle organizzazioni di sfruttare appieno le potenzialità delle TIC ripensando il proprio modo di operare.

Le azioni per l’Agenda Digitale Toscana si intersecano con gli obietti del Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione 2019-2021 emesso dall’Agenzia per l’Italia Digitale.

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A Santa Fiora, Roccalbegna e Semproniano veloci on line come in città

Data: 25 luglio 2020

Veloci come in città, grazie alle risorse e all’intervento della Regione. Nei borghi e nelle frazioni più sperdute, montane e non solo, è arrivata la fibra ottica e si sfreccia sulla rete fino a mille megabit al secondo. Quello che ieri non era possibile (e quasi impensabile) oggi lo è.

Accade a Santa Fiora sull’Amiata: non solo nel capoluogo ma anche nelle frazioni di Bagnore, Marroneto, Bagnolo Selva e San Sebastiano. In tutto il comune, sessantatré chilometri quadrati, abitano poco più di duemila cinquecento persone: troppo poche, oltre alla distanza tra i borghi e la scarsa presenza di aziende, affinché gli operatori privati fossero spinti a investire. E infatti ci hanno rinunciato; e dopo che l’hanno dichiarato, come in molte altre aree cosiddette ‘bianche’, è potuta intervenire la Regione. Come a Semproniano ad esempio o a Roccalbegna, anche loro giunti al traguardo.

Due sono state le gare dal nord al sud della Toscana. La prima (25 milioni di risorse regionali Fesr e Feasr, ed altri quattro di fondi ministeriali) ha interessato undici comuni pilota. Sono stati scelti quelli dove più alto era il rapporto tra popolazione ed aziende agricole e industriali. Poi è arrivata la seconda gara, vinta da Open Fiber: 55 milioni di risorse regionali investite utilizzando di nuovo fondi europei, opere per quasi duecento milioni, lavori frazionati a lotti e interventi che hanno interessano un po’ tutte le province e i comuni. Anche quelli più grandi, naturalmente solo per le aree ‘bianche’.

Open Fiber, che non si rivolge al cliente finale, gestirà in concessione l’infrastruttura per venti anni, mettendola a disposizione degli operatori interessati; poi al termine la rete in fibra ottica tornerà di proprietà pubblica.

Contratti al via a Santa Fiora

A Santa Fiora la vendibilità dei servizi in banda ultra larga inizia da oggi, sabato. I cittadini possono dunque da subito rivolgersi ai gestori privati per informarsi sulla varie tipologie di contratto. La ‘rivoluzione’ è stata presentata stamani nel corso di una conferenza stampa. “Con la fibra ottica le aziende possono attrezzarsi per essere davvero competitive nel mercato europeo e si possono offrire servizi degni di una smart city – spiega l’assessore all’innovazione della Toscana, Vittorio Bugli – In Toscana siamo stati i primi a partire per cablare i territori e non dobbiamo perdere questo vantaggio, che rende attrattivi i territori oggi più periferici, come se li avessimo collegati con una grande autostrada: digitale in questo caso. Ma connessioni veloci ad internet si traducono anche in migliori servizi per cittadini: dalla scuola alla pubblica amministrazione, dallo smart working che abbiano conosciuto da vicino durante il periodo di lockdown imposto dall’epidemia Covid alll’intrattenimento”. Insomma, una migliore qualità della vita.

Nel comune amiatino sono stati connessi 3.501 edifici: per quasi tutti la fibra ottica è stata portata fino alla soglia, in trentadue casi si è ricorsi a tecnologie wireless. Nell’elenco ci sono anche 67 aziende. Sono stati stesi 48 chilometri di cavi, ma per trentacinque, come è accaduto in molti altri comuni toscani, sono stati utilizzate infrastrutture che già esistevano: cavidotti dove magari passavano i cavi dell’elettricità od altre servitù. Questo ha ridotto al minimo l’esigenza di scavare nuove trincee – laddove è successo si è trattato di fosse larghe e profonde poche decine di centimetri, ai bordi della carreggiata – facendo sì che lievi fossero quindi alla fine i disagi per i lavori in corso.

“In Amiata abbiamo bisogno certo di strade, ma per vivere in montagna sono altrettanto importanti le infrastrutture digitali – ribadisce il sindaco di Santa Fiora, Federico Balocchi - e l’investimento della Regione Toscana di oltre 1 milione e mezzo di euro, di cui 1 milione solo su Santa Fiora, è un impegno considerevole, che dimostra attenzione. Siamo i primi tre Comuni dell’Amiata grossetana ad avere l’infrastruttura pronta e operativa ed è un grandissimo risultato. Possiamo così diventare un territorio più attrattivo anche per i giovani”.

A Semproniano e Roccalbegna oltre duemila edifici cablati

Ma a sfrecciare su internet non saranno solo gli abitanti di Santa Fiora d’ora in avanti. Dal 31 luglio anche a Roccalbegna e a Semproniano i cittadini potranno rivolgersi agli operatori privati per attivare servizi in banda ultra larga fino a mille megabit al secondo. Anche lì infatti i lavori sono terminati. A Roccalbegna, meno di mille abitanti su un territorio sterminato di 124 chilometri quadrati, sono stati connessi 485 edifici (18 in wireless), di cui 23 aziende: oltre al capoluogo, l’intervento ha riguardato le frazioni di Santa Caterina e Triana. A Semproniano - poco più di mille abitanti, oltre cinquanta chilometri quadrati - la banda ultra larga è stata portata invece nel capoluogo, a Cellena, a Rocchette di Fazio e a Catabbio, dove però i servizi saranno in vendita un attimo più avanti: 1588 edifici (25 collegati in wireless), e di questi 32 le aziende. Complessivamente sono stati stesi nel primo comune 14 chilometri di fibra e nel secondo altrettanti, di cui ventiquattro utilizzato infrastrutture che già c’erano.

“Portare la fibra ottica garantendo veloci connessioni ad internet da fisso significa rendere le nostre aziende più competitive e i nostri territori più attrattivi – commentano i sindaci Massimo Galli di Roccalbegna e Luciano Petrucci di Semproniano - La fibra renderà più comoda anche la vita dei nostri cittadini, che potranno utilizzare comodamente da casa molti più servizi online, pubblici e sopratutto per il lavoro, ed aiuterà gli studenti, che in questo periodo di emergenza sanitaria hanno avuto grosse difficoltà con la didattica a distanza vista la scarsa copertura attuale. L’investimento della Regione accorcerà le distanze tra aree interne e aree metropolitane, aiutandoci, speriamo, a contrastare lo spopolamento di queste zone”. “Dobbiamo ringraziare Regione, Ministero e comunità europea per questo investimento di fondamentale importanza”.

“Quello di oggi – conclude Bugli – è solo una piccola parte dell’intervento che riguarda le aree bianche di tutta la Toscana. Ci siamo presi l’impegno di realizzare l'infrastruttura più importante per la vita delle persone e delle imprese: un’opera sulla quale complessivamente, tra la prima e la seconda gara, abbiamo investito 80 milioni di euro dall’inizio della legislatura, ma che ne vale almeno duecento”.

Una volta ultimati ovunque i lavori saranno state connesse oltre 640 mila unità immobiliari (abitazioni e imprese). A fine settembre 2019 è partita la commercializzazione in via sperimentale del servizio in fibra nei primi tre comuni dove è intervenuto il concessionario Open Fiber: Buonconvento (SI), Chianciano Terme (SI), e San Vincenzo (LI). Ad oggi sono attivabili i servizi Ftth, ovvero con la fibra fino alla soglia di casa, nelle aree bianche di altri undici comuni toscani: Castel Focognano, Castel San Niccolò, Fauglia, Firenzuola, Grosseto, Montescudaio, Palazzuolo sul Senio, Poggio a Caiano, San Casciano dei Bagni, Talla e Torrita di Siena. Da oggi diventano diciassette in tutto. Su Talla, Palazzuolo sul Senio, Chianciano Terme e Firenzuola sono disponibili da subito, in vendita, anche i servizi wireless.

Faq e info utili

https://agendadigitale.toscana.it/bul

Progetto BUL – Modalità di attivazione del servizio

La Regione Toscana sta lavorando attivamente alla realizzazione di una rete in fibra ottica per consentire a tutti i cittadini di connettersi ad alta velocità.
In linea con la “Strategia Italiana per la banda ultra larga” ed al fine di raggiungere gli obiettivi fissati dall’Agenda Digitale Europea, è impegnata nella realizzazione di una rete in fibra ottica di proprietà pubblica che servirà ad erogare nelle aree a fallimento di mercato, le cosiddette “aree bianche”, servizi in banda ultralarga, a valere sulle risorse della programmazione comunitaria 2014-2020 (FESR, FEASR, fondi regionali e FSC).

Ad Open Fiber Spa è stata affidata la concessione della costruzione, manutenzione e gestione di tale rete per 20 anni. Con l’intervento a concessione beneficeranno di una copertura con tecnologia Fiber To The Home (fibra, velocità ad almeno 100Mbps) e Fixed Wireless Access (wireless, velocità ad almeno 30Mbps) le aree a fallimento di mercato dei Comuni toscani, ovvero laddove gli Operatori di Telecomunicazione hanno dichiarato il loro disinteresse ad investire.

Le tecnologie supportate saranno di due tipi:

  • FTTH, quindi con il cavo in fibra ottica che arriva fino all’abitazione/azienda, e che permette di raggiungere velocità fino a 1000Mbps,
  • FWA (wireless) con velocità di almeno 30Mbps (ma ad oggi sono già disponibili offerte commerciali che promettono velocità fino a 100Mbps).

Step necessari per poter attivare il servizio:

  1. Verifica della effettiva disponibilità del servizio su:  https://openfiber.it/verifica-copertura
  2. Scelta dell’operatore fra tutti quelli proposti
  3. Richiesta di attivazione all’operatore scelto
  4. Sottoscrizione del contratto
  5. L’operatore scelto contatterà l’utente e darà tutte le informazioni sui successivi passi da compiere.

Di seguito alcune risposte alle domande più frequenti:

  • Posso chiedere l’attivazione direttamente ad Open Fiber?
    No, Open Fiber è un operatore all’ingrosso ed i suoi clienti sono esclusivamente gli altri Operatori di Telecomunicazione. L’utente non avrà rapporti con Open Fiber, ma solo e soltanto con l’operatore scelto.
     
  • Nella frazione vicina alla mia è stato attivato il servizio, mentre nella mia no. Perchè?
    La realizzazione di questa rete pubblica si avvale completamente di finanziamenti pubblici, ed è ammessa soltanto nelle sole aree a fallimento di mercato, le cosiddette aree bianche, per le quali non è stato registrato l’interesse degli Operatori di Telecomunicazioni ad intervenire (nella Consultazione Pubblica indetta dal Ministero dello Sviluppo Economico a monte della procedura di gara poi aggiudicata ad Open Fiber Spa).  
    E’ quindi possibile che nella vostra frazione un operatore abbia dichiarato l’interesse ad intervenire nei prossimi anni, rendendo di fatto tale frazione non più a fallimento di mercato. A tal fine, anche la proposta di copertura con soluzioni wireless che utilizzino in rete di accesso frequenze licenziate, e con velocità in download di almeno 30Mbps, sono state considerate come valide e rispondenti ai requisiti minimi nell’ambito della Consultazione Pubblica, ed hanno pertanto escluso tali zone dalla possibilità di essere coperte con la procedura di gara.

Ulteriori risposte alle domande più frequenti potrete trovarle su: https://openfiber.it/open-fiber-faq.

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SCT – Sistema Cloud Toscana

Sono disponibili per la pubblica amministrazione toscana i servizi di SCT-Sistema Cloud Toscana, il data center di Regione Toscana in modalità cloud.

Regione Toscana mette a disposizione della pubblica amministrazione toscana i servizi del proprio data center  SCT-Sistema Cloud Toscana, precedentemente conosciuto come TIX, ed oggi rinnovato in logica cloud anche grazie al nuovo contratto di gestione sottoscritto a settembre 2019 e pienamente dispegato da gennaio 2020.

Il Sistema Cloud Toscana si candida a sostenere l'obiettivo di Regione Toscana di qualificarsi come Polo Strategico Nazionale e si caratterizza per elevati livelli di: sicurezza, flessibilità e robustezza (infrastruttura distribuita comprendente il TIX come nodo primario e due dei Data Center della rete TIM, come nodi secondari e di business continuity, situati ad Acilia e Firenze, interconnessi con collegamenti dedicati ad altissima velocità).

SCT implementa il paradigma Cloud che, di fatto, espande e specializza il concetto di "virtualizzazione" unito al concetto di "on demand": le amministrazioni potranno ottenere le risorse del data center secondo le proprie necessità, in termini di potenza e capacità,di virtual machine, invece di acquisire componenti software o hardware,. Questo riduce i tempi di approntamento delle risorse e delle soluzioni e abbatte di molto gli investimenti iniziali necessari, in quanto non è necessario acquisire risorse dimensionate sulla base di una previsione di "picchi di carico", ma si possono acquisire su una ipotesi di media, e crescere lentamente via via che crescono le necessità.

SCT risponde alle linee guidadel Piano Triennale per l’informatica nella PA emesso da AgID, il documento che indirizza la trasformazione digitale della PA italiana, dettando dunque le regole e i principi operativi per una più ampia trasformazione digitale in Italia.

Il Piano Triennale introduce diversi elementi di innovazione, tra cui spicca un nuovo approccio allo sviluppo di applicazioni, agile, aperto e user-centric (developers.it, design.it etc), l’utilizzo di API per la interoperabilità tra amministrazioni, un framework per l’analisi di dati cross amministrazione. Il tutto ospitato da data center ottimizzati, efficienti e basati sul paradigma del Cloud Computing.

La logica  Cloud permette di delegare alla attività del data center tutta una serie di attività e di competenze riguardanti l'infrastruttura, la gestione, l'installazione, la manutenzione correttiva ed evolutiva del middleware e dei componenti di sistema, permettendo al personale della PA di concentrarsi sulle attività a valore e di contenuto delle soluzioni applicative ospitate su SCT. Questo tende ad incrementare la qualità delle competenze del personale PA e dei servizi al cittadino. È questo uno degli elementi fondanti del concetto espresso dal Piano Triennale "Cloud First".

Inoltre SCT gestisce la sicurezza di infrastruttura previsti dall’architettura di riferimento definita dal Piano Triennale che,  insieme alle attività di AgID e di CERT-PA (Computer Emergency Response Team - Pubblica Amministrazione) forniscono le indicazioni sui comportamenti, le linee guida, le soluzioni, gli standard, le normative, che è necessario adottare al fine di soddisfare i requisiti di sicurezza, giorno dopo giorno sempre più astringenti. In questo modo si è in grado di soddisfare pienamente al GDPR: REGOLAMENTO (UE) 2016/679 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati (GDPR).

SCT è quindi lo strumento adatto a rispondere alle esigenze degli  enti toscani per rispettare le disposizioni del Piano triennale per l’informatica nella PA, del GDPR e per ottenere servizi ICT efficienti, stabili e con valide economie di scala.

A breve saranno disponibili sulla piattaforma START – Negozio elettronico di Regione Toscana, le indicazioni e gli strumwenti di adesione al contratto di gestione di SCT.